Francesco Franco, noto come Ciccio Franco (1930 - 1991), è uno dei principali protagonisti della storia reggina contemporanea. Importante politico calabrese, il suo nome è oggi saldamente legato alle azioni di resistenza cittadina della rivolta del 1970.
Dopo aver militato come sindacalista nella CISNAL (sindacato del settore ferroviario schierato con il Movimento Sociale Italiano) Franco ne divenne segretario della federazione provinciale di Reggio Calabria. Militante a fasi alterne del MSI dal quale fu espulso cinque volte, altrettante essendovi riammesso, Franco può dirsi il condottiero vociante della rivolta di Reggio.
Nel luglio del 1970, con la scelta di Catanzaro quale sede della Regione Calabria, Franco infatti assunse la guida delle frange che fomentarono i moti, sfruttando la propria posizione di leader del Comitato d'azione per Reggio Capoluogo, movimento trasversale nato nel 1969 da ambienti legati alla DC, al PLI, al PRI e ovviamente all'MSI.
Si deve a Franco il recupero del motto fascista Boia chi molla, utilizzato il 14 luglio 1970 e divenuto presto lo slogan dell'insurrezione.
Quando la rivolta divenne più violenta, in seguito ad alcuni episodi, Franco fu arrestato insieme ad altri capipopolo; subì una condanna ma venne rimesso in libertà il 23 dicembre del 1970. La famosa giornalista-scrittrice Oriana Fallaci, inviata del Corriere della Sera, giunse a Reggio durante i drammatici momenti di tensione cittadina con l’obiettivo primario di intervistare il capopopolo della rivolta, Ciccio Franco. Fallaci vi riuscì, facendo quello che allora era considerato un grande scoop. Non fu capace però di metterlo in difficoltà come avrebbe voluto e di sminuire la sua figura carismatica. La giornalista chiese al missino che tipo di letture avesse fatto, e lui, lasciandola allibita, citò Tolstoi, Sorel, Turati, Don Sturzo, Mussolini, Hitler ed anche il Vangelo.
Finita la rivolta, nel 1971, Ciccio Franco iniziò a collaborare ad Avanguardia Nazionale, mentre l'anno successivo si candidò a senatore per il MSI-DN, risultando eletto col 36,2% dei voti, un record per il partito. All’interno del Senato della Repubblica Ciccio Franco si è speso molto per la sua terra natia, che infatti lo confermò allo scranno di parlamentare per altre quattro legislature. Fu anche consigliere comunale.
Il 15 novembre 1991, Ciccio Franco, accusando dei dolori addominali, fu condotto agli Ospedali Riuniti per accertamenti, dove i medici non riscontrarono alcun problema. Eppure un ictus celebrale il giorno seguente gli stroncò prematuramente la vita. Alla celebrazione del rito funebre fu presente il collega di partito Gianfranco Fini, allora segretario nazionale del MSI-Destra Nazionale.
Nel giorno del trentasettesimo anniversario dei Moti di Reggio, il 14 luglio 2006, l'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, su iniziativa del sindaco Giuseppe Scopelliti, esponente di Alleanza Nazionale, ha voluto intitolare a Francesco Franco la suggestiva Arena dello Stretto situata sul noto lungomare della città, ponendo inoltre una stele marmorea e bronzea in suo onore.